fronti

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Le origini storiche

Le origini di FRONTI risalgono al 1700 quando gente di Accaria (attuale frazione di Serrastretta) si insediò di fronte al fiume Badia, sicuramente da qui il nome di Fronti. I primi insediamenti, oggi non più esistenti, furono le "Case Vecchie" al di qua del torrente Badia e di fronte a "Palmatico Quinzi". Non esistevano strade ma piccole vie percorribili solo con muli e asini, successivamente, per avvicinarsi a Zangarona, di cui nè erano parrocchia vescovile, sorsero altri insediamenti urbani di fronte alle "Case Vecchie", al di qua del torrente, formando il vero e proprio paese con il rione "Casenuove", probabilmente per distinguersi forse da quelle vecchie. Inizialmente faceva parte della parrocchia di Zangarona, ma nel 1814, costituitasi la parrocchia di Quinzi, nè venne a far parte fino al 31 agosto 1940, (da segnalare che: il 14 luglio 1890 fu chiesto a Mons. Valensise di ritornare a far parte della parrocchia di Zangarona, la richiesta fu respinta,) quando il vescovo di Nicastro, Mons. Eugenio Giambro (vescovo di Nicastro 1916-1955), la riportò a quella di Zangarona e di cui oggi nè fa ancora parte.
Probabilmente anche agli abitanti di Fronti spetta il merito della costruzione della chiesa della Madonna del Soccorso, situata nella frazione di Magolà, infatti, diversi abitanti di Fronti alla fine del 1700, le domeniche mattina si recavano a Nicastro per vendere i prodotti del loro artigianato, le "ceste", dato che ancora non era stata eretta la chiesa di Fronti, si fermavano in quella di Magolà dedicata alla "S. Maria del Soccorso" per assistere alla messa domenicale.
Negli anni della seconda guerra mondiale il paese ospitò diverse famiglie "Gli sfollati" che risiedevano a Nicastro le quali per ripararsi dei continui bombardamenti aerei, si rifugiarono nella frazione di Fronti, durante la liberazione dai tedeschi, da parte dagli americani e agli inglesi, il paese fu zona di accampamenti militari inglesi.

Antichi mestieri
I vecchi mestieri di Fronti sono: boscaioli, carbonai e "cistari", uniche fonti di sostentamento oltre alla coltivazione dei campi. Da sottolineare che hanno avuto una divisione geografica, all'interno della frazione, infatti si distingue nella parte alta del paese i mestieri di boscaioli e carbonai mentre nella parte bassa predominano i "Cistari". Particolare interesse, oltre alla legna da ardere e la produzione di carboni per riscaldare e per le "forge" i boscaioli erano dediti alla raccolta delle radici delle eriche le cosiddette "ciocche" che venivano commercializzate per la produzione delle pipe da fumo. Altro prodotto era la raccolta del sughero. Attualmente i vecchi mestieri non sono più in essere, del tutto inesistenti ormai i boscaioli e carbonai, mentre resiste ancora qualche famiglia di "cistari".
Come tutti i paesi del sud ha risentito dell'emigrazione, negli anni '40 verso le americhe (Stati Uniti, Canada, Australia) e negli anni '70 - '80 in Italia del nord con l'emigrazione di intere famiglie, attualmente si assiste ad un lento ritorno nei luoghi nativi.

Territorio e popolazione

Fronti, frazione del comune di Lamezia Terme (Cz) è situata in collina a 570 metri sul livello del mare, in una posizione panoramica dominando la pianura e il Golfo di Sant'Eufemia Lamezia, lasciandosi alle spalle boschi tipici mediterranei.
La fauna caratteristica è: lepre, tasso, gatto selvatico, donnola, volpe, faina, ghiro, corvo, merlo, beccaccia, cornacchia.
La flora è quella caratteristica della macchia mediterranea di castagne, faggi, sugheri, lecci, eriche, pioppi.
La posizione geografica è longitudine 16°20'58'' latitudine 38°58'01''.
Il clima è mediterraneo con temperature che oscillano fra i 5/6° C in inverno a 35° C in estate.
Attualmente la popolazione è costituita da circa 1.000 abitanti suddivisi in quasi 300 famiglie.
I cognomi più diffusi sono: Arcuri, De Fazio, Fazio, Gigliotti, Grandinetti, Mascaro, Scalise, Talarico

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